5 trucchi per diventare un buon animatore

Supereroe con un’energia inesauribile, personaggio enigmatico con un sorriso sempre stampato sul viso. La maggior parte delle persone pensa che per diventare animatore basti un carattere estroverso, mentre molto spesso alle spalle ci sono anni di studio, passione e determinazione. 

Quali sono quindi le fondamenta per riuscire a diventare un buon animatore? 

  1. Capire le esigenze di tutti

“Il mondo è bello perché è vario” 

Frase fatta, proverbio, clichè? Sicuramente sorprendente verità.

Sono tante le persone che si incontrano durante la stagione e ognuna di loro ha esigenze, bisogni e aspettative diverse. Uno dei superpoteri dell’animatore è quello di riuscire, o almeno provare, a capire dal primo momento cosa si aspetta l’ospite. 

Ci sono famiglie, molto spesso con bambini, che non vedono l’ora di partecipare a tutte le attività, coppie di ragazzi che si lasceranno coinvolgere in tutti i tornei sportivi o vorranno sorseggiare cocktail senza essere disturbati per tutta la durata della loro vacanza, anziani impazienti di iniziare il torneo di bocce successivo che non vedrai mai partecipare al gioco aperitivo. Non è forse proprio questo il bello? In tutta questa diversità, l’animatore deve essere presente, non invadente; deve proporre, non obbligare; e il gioco è fatto!

Fidatevi, il momento più soddisfacente sarà vedere quella famosa coppia di ragazzi che non voleva essere disturbata, continuare a sorseggiare spritz vinti partecipando al vostro gioco! 

  1.  Vita privata e vita lavorativa: due mondi (possibilmente) divisi

Quante volte ci svegliamo la mattina e vorremmo rifugiarci sotto le coperte per non dover affrontare quello che ci aspetta? In quanti momenti dopo aver litigato con amici, genitori o colleghi vorremmo sparire dalla faccia della terra per l’intera giornata? è davvero difficile essere sempre una bomba di energia positiva ed è altrettanto complicato a volte nascondere i malumori. 

Qual è la miglior medicina per l’animatore in questi casi?

Buttarsi in mezzo alla gente!

Il calore umano, disinteressato ed esterno, molte volte aiuta a dare una svolta positiva a quello che sembrava essere un giorno terribile, per questo la capacità di riuscire a dividere la vita privata dalla vita lavorativa, avere la capacità di tenere fuori i problemi personali è fondamentale per riuscire a salvarsi in situazioni del genere. 

  1. Costante aggiornamento 

Diventare supereroi non è affatto semplice e per quanto facile ed immediato possa sembrare il lavoro dell’animatore guardandolo esternamente, in realtà richiede molto studio e costante aggiornamento. Le tendenze e le mode cambiano di stagione in stagione e come in ogni ambito, pensare di essere arrivati, di aver conosciuto ogni aspetto e averne capito la mentalità dopo la prima stagione è uno degli errori più comuni. Balli di gruppo, giochi, musical, sketch di cabaret: ogni cosa nuova che si impara è preziosa e fa parte di quel bagaglio di esperienza da portare con sè nel proprio viaggio. Altrimenti ci ritroveremo a ballare “mueve la colita” e “il pulcino pio” per sempre. 

  1. Polivalenza 

Ed eccoci ad uno dei miei punti preferiti.  Prima di diventare intrattenitori, quasi sempre, si affronta un’academy: 4-5 giorni di formazione generale e specifica per entrare a far parte di questo meraviglioso mondo. La prima domanda che viene fatta è quasi sempre: “per che ruolo ti presenti?” oppure “cosa sai fare?” e da lì ti indirizzano: ti piacciono i bambini? allora farai il miniclub; balli da quando avevi 5 anni? Ti orienteranno verso il fitness o istruttrice di ballo. Ti destreggi in diversi sport? Sarai guidato verso il ruolo di torneista. Il contatto con la gente è quello che più ti attira? Verrai allora instradato per il ruolo di contattista. Ed è qui che vorrei soffermarmi un attimo: non è forse vero che ogni ruolo predilige il contatto con la gente? Che siano bambini o per organizzare un torneo, che sia per insegnare danza o fare acquagym tutti siamo contattisti.

Per poter però capire davvero nel profondo la mentalità di questo lavoro ed avere una visione a 360° di ogni sfumatura occorre farsi spazio in tutti ruoli. Fare da spugna ed apprendere più cose possibili è ciò che trasforma un animatore in un BUON animatore. 

  1. Divertirsi per far divertire 

Qual è la base dell’animazione secondo me? Sapersi divertire

Hai presente quando si dice “per essere amati bisogna prima di tutto amarsi”?  Si tratta dello stesso concetto.  Viviamo in una società dove siamo connessi solo tramite uno schermo, abituati ad avere rapporti solo virtuali. Interagire con le persone umanamente, emotivamente e fisicamente sta diventando sempre più raro. L’animazione proprio questo ti regala, la possibilità, tramite il divertimento, di vivere senza filtri, emozioni e connessioni reali. Nella vita di tutti i giorni, una persona divertita e solare trasmette in maniera naturale serenità e allegria. Quando sei animatore e ti trovi in villaggio la percezione è amplificata. Se tu per primo mostri in maniera sincera che quello che stai facendo è esilarante allora anche gli altri saranno più stimolati a divertirsi insieme a te. Al contrario se non metti entusiasmo in ogni cosa che fai o dici, gli ospiti si terranno alla larga dalle tue attività. Entusiasmo è la parola d’ordine.   

Queste sono solo 5 caratteristiche per diventare, secondo me, un buon animatore, ma servono anche tantissimi altri superpoteri. Sí, mi piace chiamarli così 🙂

2 pensieri riguardo “5 trucchi per diventare un buon animatore

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