L’animazione turistica ai tempi del Covid

Erano i primi giorni di marzo e nel giro di una settimana sarei dovuta tornare a Fuerteventura. Stesso hotel e stessa equipe, pronti ad affrontare la stagione.

In tv giravano, già da qualche settimana, notizie allarmanti su un virus molto contagioso proveniente dalla Cina. Ma ancora non faceva troppo scalpore e la vita scorreva come sempre. Immersa nei preparativi e comprate le ultime cose, iniziai a salutare i miei affetti, pronta per prendere quel volo che in quattro ore e poco più mi avrebbe portato alle Isole Canarie. Quando arrivò quella notizia, il 9 marzo, non ero pronta ad affrontarla. Nessuno, credo, lo fosse.

Volo annullato. Lockdown nazionale.

Totalmente spaesata, non capivo inizialmente cosa stesse succedendo e quanto fosse grave la situazione. Iniziai a cercare modi alternativi per arrivare alle Canarie, passando per esempio da Bruxelles o dalla Francia, perché tutti i voli provenienti dall’Italia erano stati bloccati. Poi, con grande rammarico, capii che in quel momento non sarei potuta partire.

Oggi è passato un anno dal quel giorno, un anno difficile, in cui il settore dell’animazione turistica, assieme a tanti altri, è stato non solo dimenticato ma totalmente affondato. Un anno da quell’andrà tutto bene, parole che anch’io continuavo a ripetermi nella mia testa.

IG: @jennyflawa_

E invece, chi come me lavora nel turismo, si ritrova ancora a sperare che l’ennesima data di ripartenza “da Dpcm” sia quella ufficiale, quella che ci permetterà di riprendere da dove ci siamo fermati ed uscire dal letargo forzato. Si fanno progetti, previsioni di contratti, protocolli in grado di rispettare le regole, che però vengono stroncati sul nascere.

L’animazione turistica ai tempi del Covid: cos’è cambiato?

Come abbiamo già detto, gli obiettivi dell’intrattenitore sono creare aggregazione, unire, formare gruppi di persone per il raggiungimento di un unico scopo: il divertimento. Quindi in tempi così difficili, tra distanziamento sociale, mascherine, regioni colorate, divieto di spostamenti ed alberghi e villaggi turistici chiusi, che fine hanno fatto gli animatori?

Il turismo è stato uno dei comparti più colpiti in assoluto e, senza dubbio, il settore degli animatori turistici è stato completamente stravolto. E allora contatto, fitness, tornei sportivi, balli di gruppo e baby dance, mini club, spettacoli serali, che fine hanno fatto? Cosa si può o non si può fare?

Ma andiamo per gradi.

  • Contatto

Come scrivo nel mio articolo “5 trucchi per diventare un buon animatore” noi animatori nasciamo tutti contattisti (e non perché siamo entrati a contatto con gli alieni; nel mondo dell’animazione turistica si dice proprio così) perché stare in mezzo alla gente è alla base del nostro lavoro. 

E se a un contattista togli la possibilità di “creare contatto” come può svolgere al meglio il suo lavoro? 

Il ruolo del contatto inteso come fornire informazioni e intrattenere l’ospite attraverso discorsi e chiacchiere, è fortunatamente ancora permesso, ovviamente, seguendo alcune, ormai normali, regole: 

  • indossare sempre la mascherina 
  • mantenere la distanza di sicurezza

L’animazione di due anni fa, almeno per il momento, possiamo metterla nel dimenticatoio, per cui il contatto inteso come fisico – avvicinarsi all’ospite, baci, abbracci e giochi che richiedono l’uso dello stesso materiale per tutti – è, ahimè, vietato.

  • Fitness

Una delle attività di fitness più gettonate è senza dubbio l’acqua gym, e fortunatamente, per chi ha la possibilità di svolgerla al mare, gli spazi giocano a favore. Si sa, però, che anche durante tutte le altre attività troviamo sempre qualcuno desideroso di smaltire tutto quello che ha mangiato al buffet del villaggio. Di norma le attività motorie nelle strutture turistiche sono consentite anche in tempi di pandemia a patto che l’istruttore rimanga a distanza di sicurezza e che anche tutti gli ospiti vengano distribuiti mantenendo il giusto distanziamento sociale. Le regole da seguire in questo caso riguardano soprattutto la sanificazione dei materiali come tappetini o pesi. In alcuni villaggi, dove i numeri di partecipanti sono elevati è sconsigliato l’utilizzo di attrezzi o tappetini appunto perché poi procedere con la sanificazione tra un’attività e l’altra diventerebbe complicato. Mentre in villaggi più piccoli dove i numeri sono più contenuti è consentito l’uso dei materiali assicurando però una buona sanificazione di essi.  

IG: @jennyflawa
  • Tornei sportivi

Dove posso iscrivermi per il torneo di calcetto? 

I tornei più gettonati da sempre in villaggio sono quelli di calcetto e di pallavolo o beach volley. E sono proprio questi quelli che devono seguire più regole. Questo succede perché essendo giochi di squadra la possibilità di contatto fisico è molto più alta. Fin dall’estate scorsa le regole sui giochi di squadra erano stabilite dal Dpcm del momento. 

I tornei sportivi consentiti, invece, sono quelli individuali o al massimo di coppia come: 

  • tornei di freccette
  • ping pong
  • beach tennis

Ovviamente sempre ricordando all’ospite di sanificare le mani prima di toccare qualsiasi materiale, anch’esso sanificato in precedenza. 

  • Balli di gruppo e baby dance  

Anche questa categoria è stata particolarmente colpita dalle regole. Banditi tutti i balli che richiedono un contatto fisico; sono pochi quelli rimasti. Per non rinunciare quindi ai nostri amati balli di gruppo sono necessari degli ambienti adatti in cui ogni ospite può trovare il suo spazio senza invadere quello degli altri. Inoltre, l’estate scorsa, trovare il modo per poter fare comunque la baby dance, sempre amatissima da bambini e genitori, non è stato facile. È ancora più difficile, come detto prima, far rispettare le regole ai bimbi, soprattutto durante un’attività come il ballo, dove si sentono liberi di correre e saltare a ritmo di musica, oltre al ballare ovviamente. Così, per non rinunciare a questa attività, ci si è dovuti ingegnare. 

Qual è la cosa che funziona maggiormente con i più piccoli? Il gioco.

Inventare dei modi divertenti per seguire le regole, si è scoperto essere molto funzionale. Un esempio potrebbe essere quello di sistemare ogni bimbo all’interno di un cerchio dell’hula hoop, facendo finta che sia un pianeta da cui non si può uscire, così il bimbo si divertirà a ballare all’interno del suo spazio senza avvicinarsi agli altri e tu avrai successo con la tua baby dance. 

  • Mini club

Eccoci arrivati ad uno degli argomenti più complessi. Spiegare ai bambini l’importanza del distanziamento sociale, soprattutto quando sono in gruppo, non è facile. Per questo alcune delle regole assunte, per far funzionare nel modo corretto anche questo settore, in tempi di Covid sono: 

  1. ingressi limitati all’interno del mini-club (tot. bimbi per animatore)
  1. favorire le attività all’aperto
  1. divisioni delle attività secondo turni 

In questo modo si evitano assembramenti, si evitano i luoghi chiusi in cui il contagio è facilitato e soprattutto, con la divisione in turni, si cerca di dare a tutti la possibilità di partecipare senza esclusione. Regola importante: ogni volta che finisce un turno o si termina un’attività, tutto il materiale deve essere sempre sanificato. 

  • Spettacoli serali  

Si, si possono fare a patto che come per tutte le altre attività si seguano regole ben precise, come quella di assicurare al pubblico i giusti spazi che rispettino il distanziamento sociale tra una postazione e quella a fianco. Bandite sono purtroppo le serate giochi interattive dove i clienti potevano salire sul palco e interagire con gli animatori, e toglietevi dalla mente (almeno per questo periodo) anche gli sketch o talent dove il protagonista è l’ospite. Consentiti sono invece gli spettacoli presentati interamente dagli animatori come le serate cabaret e i musical.

IG: @jennyflawa_
Come ha influito la pandemia, l’estate scorsa, sulla stagione? 

L’estate scorsa ho avuto la fortuna di poter lavorare come responsabile equipe in un campeggio, ovviamente con staff ridotto e un milione di regole nuove da gestire con i miei colleghi, con gli ospiti e con il campeggio stesso. 

Oltre a tutti i controlli da fare giornalmente come la misurazione della febbre e la sanificazione, c’erano tantissime altre regole da applicare alle attività che molto spesso venivano criticate perché non capite dall’ospite che al contrario credeva e sperava che fosse tutto tornato alla normalità. Molto spesso, armandoci di pazienza, abbiamo dovuto affrontare nonni inferociti perché il turno del mini club al quale volevano che il nipote partecipasse era già pieno, oppure adulti arrabbiati perché volevano fare quel torneo di squadra in un momento in cui il Dpcm non lo permetteva. Ovviamente, noi animatori – sempre con diplomazia – ci siamo trovati in varie occasioni a dover spiegare e soprattutto ricordare che la situazione sanitaria non era da sottovalutare rischiando anche di prendere insulti da chi il virus l’aveva già dato per debellato. 

Per guardare anche i lati positivi (si, ce n’è stato qualcuno) questa stagione un po’ anomala ha permesso di elaborare idee e situazioni completamente nuove ma comunque efficaci per rendere piacevole la vacanza.

Porto alla luce, in questo caso, una mia esperienza personale, quando in occasione della notte rosa – famosa festa del litorale romagnolo – ci sarebbe piaciuto proporre agli ospiti il nutella® party. Come fare, però, per non creare assembramenti? Si sa, dove c’è nutella® corrono tutti, soprattutto se è gratis. E noi avevamo ben 7 spiagge da soddisfare. Così, dopo esserci confrontati, ci venne l’idea: un carrello della spesa preso in prestito! L’abbiamo addobbato di rosa e gli abbiamo posto sopra un’assa di legno che fungesse da “tavolo”, per servire a tutti gli ospiti pane e nutella®, senza nemmeno farli spostare dall’ombrellone, offrendo loro un vero e proprio nutella® party itinerante! Inutile dire che ebbe molto successo. 

La stagione invernale e le false partenze

Con i pronostici di settembre le speranze riposte nella stagione invernale erano tante. Chi, come me, aveva già la partenza programmata ha sperato, fino all’ultima data slittata, che qualcosa, alla fine, si sarebbe davvero sbloccato. Purtroppo non è stato così. Nelle zone di montagna, alberghi e comprensori sciistici, hanno programmato protocolli pronti a rispettare tutte le regole imposte, anche con il rischio di non guadagnare, e sarebbero stati pronti ad accogliere i turisti. L’ultima fiammella che alimentava la speranza si è spenta proprio in questi giorni, quando l’ultimo Dpcm ha stabilito la chiusura delle regioni fino a Pasqua, e delle piste da scii neanche se ne parla più. Nell’ultimo libro che ho letto mi è rimasta particolarmente impresso una frase: “non sprecare energie per cose che non puoi controllare”. 

Come trarre vantaggio, quindi, da questo secondo lockdown soft in attesa di tornare sul campo da battaglia?

La quarantena, che ci vuole chiusi nelle mura domestiche, potrebbe rivelarsi utile per i professionisti del settore e non solo. Aggiornare il proprio bagaglio professionale, studiare e rinnovarsi è fondamentale. Nuove coreografie da imparare, nuovi sketch da studiare, nuovi laboratori da provare. Questo ennesimo stop dal lavoro può avere risvolti positivi solo dedicando il proprio tempo alle cose che amiamo fare, aggiornandosi per poter poi ripartire al meglio. Io alla fine, all’animazione turistica, ho dedicato un blog 🙂 

È possibile, quindi, fare animazione in tempi di pandemia?

L’animazione è una sola da oltre 40 anni e ormai le strutture ricettive non possono farne a meno. Per questo, anche per l’imminente stagione estiva, si sta lavorando per poter sfruttare questo servizio al meglio, nell’attesa di poter tornare a fare il nostro lavoro a pieno regime, e farlo per quei sorrisi ora nascosti dalle mascherine, per gli abbracci spontanei dei bambini, per vincere quel torneo assieme alla tua squadra formata da persone appena incontrate, per fare spettacoli in totale libertà e godersi la seconda serata con gli ospiti. E i nostri cari turisti saranno i primi a sentire il bisogno di svago e divertimento, quando torneranno a riempire villaggi, hotel e campeggi, per buttarsi alle spalle un periodo difficile. E decisiva per la loro vacanza sarà proprio l’animazione turistica sinonimo da sempre di staccare la spina. Vedrete che anche i più restii agli inviti da parte degli animatori a partecipare ai giochi e al buttarsi in pista, si lasceranno finalmente coinvolgere. 

Arriverà un giorno in cui davvero sarà andato tutto bene e torneremo ad animare.

 

IG: @jennyflawa

2 pensieri riguardo “L’animazione turistica ai tempi del Covid

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