Andrea: dal viaggio alle Maldive all’amore per l’animazione turistica

Arriva un momento nella vita in cui ti ritrovi davanti ad un bivio e sai di dover scegliere solo una strada. Puoi decidere di crogiolarti nella tua zona di confort, ma quell’idea a cui cerchi di non dare ascolto ogni tanto si ripresenterà nella tua testa, come a ricordarti che qualcosa di bello ti sta ancora aspettando da qualche parte nel mondo.

Andrea, originario del Friuli Venezia Giulia con un percorso di studi nel campo della nautica e un lavoro già avviato, si è trovato a lottare proprio con questa sensazione.

Lavoro fisso o salto nel vuoto? Vita soddisfacente ma non totalmente appagante o coraggio di cambiare tutto e rischiare?

Quel viaggio alle Maldive, l’inizio di tutto

«Nel 2018 – mi racconta – feci un viaggio alle Maldive con i miei genitori. Loro desideravano tornare nello stesso resort dell’anno prima e io, incuriosito da questo luogo così lontano e meraviglioso, accettai senza pensarci due volte. Non ero mai stato in un villaggio turistico perché, fin da piccolo, sono sempre stato abituato a soggiornare in hotel o in appartamenti. Fu proprio in quell’occasione, che per la prima volta, conobbi il mondo dell’animazione. Così, dopo i primi giorni di indecisione, approfondii la mia curiosità chiacchierando con il capo animazione del resort. Vedendomi particolarmente interessato, mi consigliò di fare un colloquio con una delle agenzie più grandi del settore, la stessa che negli anni portò lui in giro per il mondo, seguendolo e facendolo crescere dalla gavetta ai ruoli importanti e di responsabilità».

IG: @garethbriz96

«Durante il viaggio di ritorno, iniziai a parlarne con i miei genitori chiedendo loro cosa pensassero della mia voglia di cambiare vita e di provare ad entrare in questo mondo. Le due reazioni furono totalmente opposte. Mio padre si mostrò positivo fin da subito: “fallo adesso o non lo farai mai più” mi disse incoraggiandomi. Negativa, invece, fu la reazione di mia madre. Lei avrebbe preferito che io continuassi con i miei studi e che proseguissi con il lavoro che avevo già ottenuto. Così decisi di prendermi del tempo per pensarci su, ma quella sensazione di evadere e di stravolgere la mia vita si faceva sempre più prepotente in me. Dopo qualche mese decisi di confrontarmi nuovamente con i miei genitori, nonostante dentro di me avessi già scelto. Le reazioni furono le stesse della prima volta, ma quel giorno fui io a reagire, questa volta per davvero».

In quel momento il primo pensiero di Andrea, timido e introverso, andò subito alle selezioni. Passare quella prova sarebbe stato già motivo di grande soddisfazione personale.

Non solo riuscì a superarle quelle selezioni, ma qualche mese dopo si ritrovò su un aereo diretto in Egitto, dove rimase per 8 mesi. Quella fu la sua prima esperienza.

IG: @garethbriz96
IG: @garethbriz96

«Le prime due settimane furono davvero dure. Mi ripetevo che avrei dovuto mollare tutto e che sarei dovuto tornare a casa perché quella vita non faceva per me. Fortunatamente tenni duro, e quel peso che inizialmente non mi faceva vivere questa esperienza con serenità, passo dopo passo lasciò posto al divertimento, arrivando a fine stagione senza neanche rendermene conto. Inoltre, parlare con la gente ed esibirmi negli spettacoli e nei cabaret, mi diede modo di smussare quei lati del mio carattere che mi vedevano chiuso e introverso. La prova lampante che alla fine la mia scelta si rivelò quella giusta, fu quando a metà stagione i miei genitori vennero a trovarmi in villaggio e videro il cambiamento che avevo fatto. Era così evidente anche ai loro occhi, che una volta tornato a casa, quando a parlare era la stanchezza e la mia idea era quella di mollare tutto, furono proprio loro, all’inizio così restii, ad incitarmi a continuare, dicendo che vedendomi sul campo avevano capito quanto in realtà fossi portato per quel tipo di lavoro».

Arrivarono subito le prime responsabilità e Andrea non si tirò indietro

La voglia di ripartire, infatti, non si fece attendere e Andrea si ritrovò di nuovo a fare quella valigia, in partenza per la Tunisia. Questa volta con un pizzico di responsabilità in più: capo animazione e responsabile di tutti gli ospiti italiani presenti in struttura. Il villaggio dove Andrea fece la sua seconda esperienza non aveva ancora riaperto alla clientela italiana dopo gli attentati di 5 anni prima, quindi il suo era un compito molto importante: dare nuovamente valore a questo posto meraviglioso. Le difficoltà non sono mancate; chiunque lavori a contatto con il pubblico sa che gli ospiti possono essere diversi e variopinti e in quella stagione Andrea ne ha incontrati tanti: dalla signora anziana che aveva dimenticato a casa delle pastiglie indispensabili e voleva ritrovarle andandosene in giro per la Tunisia da sola, alla coppia che, neanche messo piede nella hall, si stava già lamentando di qualsiasi cosa, continuando poi così per tutta la settimana. Ma alla fine Andrea, senza mai mollare, non solo portò a termine con successo la stagione, ma decise di partire nuovamente alla volta del Kenya.

IG: @garethbriz96
IG: @garethbriz96

«Inizialmente dovevo solo essere di supporto per le festività di Natale e Capodanno – continua – periodo di maggior affluenza di ospiti. Poi invece, conobbi un ragazzo che lavorava lì già da 5 mesi e che manifestò il desiderio di tornare a casa; mi chiese se fossi disponibile a sostituirlo allungando la mia permanenza in villaggio. Mi trovavo in Kenya, qualcosa di molto simile al paradiso… Come potevo dire di no!? Infatti accolsi con entusiasmo la sua proposta, consapevole però di trovarmi davanti all’ennesima sfida con me stesso. Dovevo cimentarmi in un nuovo ruolo: il mini club. Inizialmente mi feci prendere dall’ansia, tra minidisco e attività per bambini. Sarei riuscito a fare tutto al meglio? Fu il tempo a rispondere a questa mia domanda e a risolvere tutto nel migliore dei modi. Il capo equipe, poi, mi chiese di seguirlo per affrontare insieme la stagione successiva in Sardegna. Ormai stavo cavalcando l’onda, sentivo che non era ancora il momento di appendere le scarpe al chiodo e di cambiare vita. Così non me lo feci ripetere due volte e partii».

La mia sfida più grande: il palcoscenico

La stagione in Sardegna, per Andrea, fu una delle più belle ma anche una delle più difficili. Lo scoglio più grande furono le numerose restrizioni dovute alla pandemia. Ma anche nei momenti più bui, si può sempre trovare un angolo di luce; e per Andrea fu il suo staff, quell’estate più fondamentale che mai. Un gruppo di 25 persone così affiatate da sembrare una famiglia, anche agli occhi degli ospiti che ogni giorno non perdevano occasione per farglielo notare.

La struttura, così come tutti i villaggi più grandi, oltre allo staff d’animazione vantava anche un cast artistico (composto da performers diplomatisi in una famosa scuola di musical di Torino) che ogni sera portava sul palco spettacoli di alto livello. Un giorno la coreografa chiese a tutti gli animatori chi di loro volesse prendere parte allo show più importante della stagione, quello di Ferragosto. Andrea anche in quel caso non si tirò indietro, nonostante fosse consapevole di dover impiegare più tempo degli altri ad imparare tutto.

IG: @garethbriz96

«Il giorno dopo la coreografa mi consegnò il copione e mi disse: “Andrea questo è tuo!”. Lo sfogliai e scoprii che il musical in programma era Camelot e che non solo avrei dovuto ballare, ma anche cantare e recitare. Per me quella fu la sfida più grande, sia a livello caratteriale che a livello artistico: non avevo mai cantato, tanto meno recitato. Ogni momento di pausa lo dedicai alle prove, per potermi migliorare e calare al meglio nel personaggio che avrei dovuto interpretare. La sera della prima la tensione si poteva toccare con mano. Alla fine andò tutto bene, e in quel momento mi sentii davvero realizzato perché sapevo di aver fatto passi da gigante dal giorno in cui alla selezione mi dissero: “ora fai parte della nostra famiglia, sei ufficialmente un animatore turistico!”. Sai, io mi conosco e conoscevo bene l’Andrea di anni fa, quello che non avrebbe mai pensato di trovarsi in situazioni simili e di saperle invece affrontare a testa alta, ottenendo anche numerose soddisfazioni».

IG: @garethbriz96
IG: @garethbriz96

«Consiglio a tutti un’esperienza nel mondo dell’animazione perché ti forma caratterialmente. Personalmente sono molto soddisfatto di tutte le esperienze fatte perché credo mi abbiano aiutato tanto a crescere e ad aprirmi. Quando le persone dicono che la voglia di partire per la stagione non passa mai, dicono la pura verità. Io stesso sento che ancora non è finita. La valigia è sempre pronta e se dovesse arrivarmi una proposta allettante non credo riuscirei a dire di no».

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: