Elena e la sua “vita da Animatrice”

Uno degli obiettivi di questo blog è anche quello di raccontare storie di colleghi che, come me e per diverse ragioni, hanno intrapreso e portato avanti questo percorso con passione e determinazione. C’è chi l’ha fatto per una stagione, chi per più di una e chi invece ha fatto dell’animazione turistica la propria filosofia di vita. La storia che vi racconto oggi parla di una ragazza che ha fatto di questo lavoro una vera e propria missione.

Dopo aver scoperto per puro caso la sua rubrica su Instagram, la prima cosa che ho pensato è stata quella di chiederle di raccontarmi la sua esperienza, perché a pelle sentivo di essere connessa a lei da un filo invisibile. Hai presente quando stai facendo un viaggio e incontri una persona con cui scambi qualche parola, poche battute, però senti che quello sconosciuto è più affine e simile a te di quanto non lo siano mai state tante altre persone, anche quelle che hai intorno tutti i giorni? Ecco, questa è stata la sensazione.

IG: @scalia_elena

Elena ha 24 anni e ha iniziato a muovere i suoi primi passi nell’animazione quando ne aveva solo 17, poco più di una bambina, ma con la stessa consapevolezza e determinazione di oggi. Grazie alla sua passione per la danza, che pratica dall’età di 3 anni, è cresciuta abituandosi alla “vita da teatro” e negli anni ha imparato come incanalare le energie che portava sul palco anche nella vita di tutti i giorni, nell’animazione e nel far divertire gli altri, aiutata soprattutto dal suo carattere esuberante.

«I miei amici mi dicono sempre che io sono quella che tira su gli animi» esordisce non appena iniziamo a parlare. Ed è proprio così. Nello stesso momento in cui Elena inizia a raccontare, vengo invasa dal suo carisma e dalla voglia di condividere con me, più o meno una sconosciuta, tutta la sua storia.

«Da bambina vedevo gli animatori come dei supereroi e puntualmente finivo per innamorarmene; partecipavo a tutte le attività ed ero sempre in prima fila alla baby dance, la mia preferita». La sua prima opportunità di lavorare nel mondo dell’animazione le viene data dopo anni di concorsi e stage quando, insieme a due sue compagne di danza, le viene chiesto di occuparsi dei balli per adulti e bambini del lido vicino casa, a Savona.

IG: @scalia_elena

Il suo sogno: il villaggio turistico

«Dopo quella prima esperienza capii che non volevo limitarmi al lido della mia città, ma sognavo il villaggio turistico. Così iniziai ad informarmi, e anche se all’epoca non c’erano tutte le possibilità sui social come oggi, spulciai i siti d’animazione uno a uno per cercare uno stage che mi facesse davvero entrare in quel mondo. Il secondo colloquio fu quello decisivo. Ricordo che mi accompagnò mio padre e che non stavo nella pelle dall’emozione. Sapevo bene in che direzione sarei voluta andare: volevo lavorare a contatto con gli adulti, sentivo la necessità di far divertire quelli più grandi. Credo che la sensazione sia molto simile a quella che sente chi vuole lavorare a tutti i costi con i bambini, lo senti dentro».

Lo stage di formazione è stato, per Elena, una delle esperienze più belle. Passare 4 giorni in un villaggio turistico (a Silvi Marina, in Abruzzo) a contatto con professionisti del settore e con tantissimi altri ragazzi che come lei volevano scoprire tutto di quel mondo, è stato di grande ispirazione.

«Quando sono arrivata in villaggio per lo stage non conoscevo nessuno, ma è stato davvero semplice per me legare con le altre persone; questo mi ha fatto capire quanto in realtà fossi adatta a quel lavoro. Decisi di seguire la classe di contatto, anche se il mio responsabile mi fece notare che, essendo una ballerina, avrei potuto dedicarmi con professionalità anche al ruolo di fitness. Una volta tornata a scuola, con la mente ero già altrove, incapace di pensare a qualcosa che non fosse la mia imminente partenza per questa prima esperienza».

IG: @scalia_elena

Elena passò i due mesi che la separavano dalla prima partenza studiando e preparandosi al meglio per il ruolo che le era stato assegnato: sarebbe stata responsabile fitness in un villaggio molto grande. «Posso continuare ad amare questo lavoro o iniziare ad odiarlo» pensava in quel periodo. Ma una volta partita per il “VOI Alimini Resort” in Puglia, in uno staff di 30 persone, fu tutto più chiaro: sentiva la profonda sensazione di aver intrapreso la strada giusta.

Da quel momento in poi per Elena è stata una continua crescita, un percorso ricco di avvenimenti ed esperienze che l’anno dopo la portarono in Abruzzo, in un villaggio più piccolo ma con l’ulteriore ruolo di coreografa oltre che di responsabile fitness. «Quelli in Abruzzo sono stati i miei primi momenti di vera creatività. Ammetto che sia stata molto tosta perché mi occupavo di due settori contemporaneamente, ma proprio in quell’occasione ho iniziato a capire che il ruolo di coreografa mi calzava a pennello. Ideare spettacoli, coreografie, pensare ai copioni e ai costumi, era una dimensione che mi piaceva, dove sentivo di poter dare tanto».

La cosa che mi colpisce continuando a parlare con lei è la sua umiltà; il modo in cui mi racconta le cose è semplicemente quello di una ragazza che desidera condividere con tutti le tante esperienze fatte, di cui va molto fiera. La sua avventura continua e il terzo anno è nuovamente responsabile fitness al “Bagamoyo Village” di Sibari, in Calabria.

«Ricordo che in quella stagione imparai una cosa fondamentale: l’uso del microfono. Iniziai a condurre le lezioni con più convinzione e acquisii una sicurezza che prima non immaginavo di avere». Si sa, lo scoglio microfono è uno dei più difficili da superare. Stare sul palco davanti a tante persone con il “gelato” in mano o dirigere delle lezioni in cui è fondamentale essere chiari nelle spiegazioni, mette alla prova chiunque; la paura di non avere abbastanza da dire, di non saper intrattenere o di essere noiosi, porta a bloccarci. Ma una volta messe da parte timidezza e vergogna, il microfono diventa il nostro migliore amico; e a volte, per farci smettere di parlare, devono persino strapparcelo dalle mani.

IG: @scalia_elena

Così giovane ma con una carriera in continua evoluzione

Nella sua continua crescita Elena non si è mai fermata. Ricevuta la proposta di lavorare come coreografa nel villaggio di Sibari, per lei una seconda casa, si rimbocca le maniche soprattutto per non deludere se stessa.

«È stata la mia prima esperienza come coreografa in un villaggio grande oltre che un palco importante. Ricordo che quell’anno uscì “The Greatest Showman” e seguendo le mie idee misi su un musical, dietro la linea del film. Più creavo e più mi rendevo conto che scrivere le battute sui copioni, cucire i vari personaggi addosso al mio staff e montare tutte le coreografie mi faceva sentire viva. Avevo la sensazione di esser stata scelta da quel ruolo. I miei colleghi mi hanno sempre sostenuta e dato fiducia e il pubblico, la sera della prima, ci regalò la standing ovation. In quel momento capii che uniti avevamo vinto.» 

Elena non riesce a nascondere l’emozione nel raccontare la soddisfazione di quell’episodio, portandomi totalmente dentro al suo mondo. entusiasmando anche me. L’ennesimo ed importante sviluppo della sua carriera arrivò quando l’agenzia con cui lavorava ormai da anni, la incluse nella formazione degli animatori. Si dedicò al ruolo di fitness in cui aveva spaziato fin dall’inizio e affiancò il direttore artistico nella formazione dei ragazzi, sul teatro e il musical.  

Essere parte attiva della formazione delle nuove leve può essere una grande opportunità, oltre che una grande responsabilità. I ragazzi che si approcciano a questo lavoro, spesso giovanissimi, hanno bisogno di persone che li mettano a loro agio, che siano dentro a questo mondo a 360° e lo apprezzino riuscendo a trasmetterne tutte le qualità.  

IG: @scalia_elena

Alla fine del 2019 fece la sua prima esperienza estera a Sharm el- Sheikh durante il periodo natalizio. «Quell’occasione mi ha permesso l’uscita dal contesto di villaggio italiano, totalmente diverso dalla concezione estera. In Italia, i turisti scelgono la struttura soprattutto per l’animazione e per partecipare alle attività da essa proposta. All’estero invece, si ha la tendenza a scegliere le mete soprattutto per visitare il luogo e le sue bellezze, quindi l’approccio all’animazione è totalmente differente. Inoltre in Egitto ho avuto modo di tirare fuori un’altra passione alla quale mi sono dedicata molto: i tessuti aerei. Armonia, leggerezza e leggiadria sono solo alcune delle sensazioni che trasmette uno spettacolo di questo tipo. Perfetta sinergia tra corpo, aria e quel pezzo di stoffa che ti sostiene. Una chicca per arricchire gli spettacoli serali e sorprendere gli ospiti.» 

L’inverno successivo è stato quello del lockdown, e come scrivo nel mio articolo “l’animazione turistica ai tempi del Covid”, il nostro settore è stato uno dei più colpiti. Ma Elena riuscii per la prima volta, lavorando da casa, ad occuparsi del ramo delle risorse umane della sua agenzia. Colloqui, formazioni online, gestione dei ragazzi l’hanno accompagnata durante i mesi di chiusura fino ad arrivare alla sua ultima stagione, l’estate scorsa. 

Elena in quell’occasione tornò al Bagamoyo, sempre come coreografa. «Come per tutti è stata una stagione davvero difficile ma ricca di soddisfazioni. Nonostante i momenti di sconforto, la stanchezza e le restrizioni da rispettare alla fine quello che mi ha fatto andare avanti senza mollare è stato l’amore per questo lavoro.

IG: @scalia_elena

Non esiste difficoltà quando ti trovi di fronte tutte quelle persone che si alzano in piedi, battono le mani, ti ringraziano e piangono prima di partire. Questa è la mia missione, non so neanche descriverlo perché è un’esperienza da vivere. Io posso provare a spiegare cosa significa stare sul palco, che è il mio momento preferito, so cosa vuol dire essere distrutti e sudati a fine spettacolo e so cosa si prova quando vedi i sorrisi delle persone che la mattina vengono al tuo risveglio muscolare e non vedono l’ora di fare aquagym ogni giorno nonostante siano in vacanza. Però non so spiegare l’insieme di queste sensazioni, è una cosa potentissima.»

Una rubrica su Instagram con l’obiettivo di condividere

Ti ricordi che all’inizio dell’articolo avevo accennato ad una rubrica? 

Con la determinazione e la tenacia che la contraddistingue Elena da qualche settimana a questa parte ha deciso di crearne una sul suo profilo di Instagram. Con vita da animatrice, questo è il nome della sua rubrica, attraverso le sue stories (lasciate poi in evidenza per chiunque avesse voglia di rivederle) Elena si racconta e permette di fare, a chiunque decida di seguirla, un bellissimo viaggio attraverso ogni aspetto dell’animazione turistica. Il suo obiettivo è la condivisione, è quello di arrivare il più possibile ai giovani che si incuriosiscono e che vorrebbero intraprendere questo tipo di lavoro. Parla anche a chi, l’animatore, lo fa già da anni, con l’intento di approfondire certe tematiche offrendo un altro punto di vista, nell’umiltà della sua esperienza. Chi l’ascolta potrebbe essere un ospite che ha voglia di sentir parlare di viaggi e villaggio, o una persona qualsiasi, che fa un altro lavoro, ma è incuriosito da questo mondo. In questo periodo storico che ci ha portato via tantissimo Elena aveva paura di perdere stimoli, creatività e contatto con il suo lavoro, così ha deciso di utilizzare questa rubrica per tenere sempre un’ancora con l’animazione turistica. Come una luce accesa per lei e per chi ha piacere di seguirla e ascoltarla. 

«L’animazione mi ha cambiato la mia vita, se non avessi fatto questo lavoro non sarei la persona che sono e non avrei fatto le scelte che ho fatto. Come ho detto nella prima puntata della mia rubrica essere animatore ti dà la possibilità di aprire altre milioni di strade. Ho il desiderio di provare a trasmettere tutto quello che ho vissuto, voglio che un pezzo di me sia sempre insieme a questo lavoro, anche se non sarà quello della mia vita, io sarò sempre Elena l’animatrice. Parlare in pubblico, comunicare e approcciare gli altri, affrontare ogni cosa con il sorriso e non spaventarmi di fronte alle difficoltà sono solo alcune delle cose che l’animazione mi ha insegnato. Quindi, a questo lavoro, posso solo dire GRAZIE e consigliare a tutti di buttarsi e provare almeno una volta nella vita. Solo così capirete tutto quello che noi pazzi, vi raccontiamo.» 

Segui la rubrica di Elena su Instagram

IG: @scalia_elena

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