Danilo e il potere più grande del mondo

La persona che vi presenterò oggi è stata fondamentale nel mio percorso poiché la prima ad aver creduto nelle mie potenzialità. Lui è Danilo, 39 anni di cui 12 in animazione, ed è stato il primo viso che mi ha accolto quando, piena di paure, sono arrivata alle Maldive. Quella che state per leggere è la sua storia: una passione smisurata per questo lavoro, tanta determinazione e un pizzico di coraggio.  

IG: @jennyflawa_

«L’animazione è stato un capitolo molto importante della mia vita. In età adolescenziale, grazie ai miei genitori, andavo in vacanza al Tanka Village di Villasimius (CA), uno dei villaggi più grandi e importanti d’Italia, e proprio lì mi sono innamorato della magia di questo lavoro. Da ospite ho sempre partecipato a milioni di attività, attirando così l’attenzione della responsabile Emy Di Paola, la quale, mi chiese di fare un colloquio. Da quel momento è partita la mia favola. Decisi di laurearmi e poi partire come prima stagione nonostante avessi già 27 anni, praticamente un vecchietto rispetto ai giovani di oggi. Ho iniziato proprio al Tanka Village e per me è stato come realizzare un sogno; infatti, per sei anni, quel villaggio è diventato la mia casa.» 

Danilo non aveva nessuna esperienza nel settore, così fece la gavetta partendo da ruoli semplici fino ad arrivare a ricoprire quelli di maggiore responsabilità. 

«Ho iniziato da semplice contattista/sportivo e dopo 3 anni sono diventato prima referente del settore contatto e poi ho iniziato a gestire un gruppo di 16 persone con il ruolo di responsabile. Dopo questa esperienza mi venne proposto di diventare capo equipe all Sant’Elmo Beach Hotel a Costa Rey con uno staff di 13 persone. Da quel momento in poi è stata una continua crescita e scoperta.» 

IG: @danilodorta

Danilo, grazie a questo lavoro, ha avuto la possibilità di girare il mondo, conoscere nuove culture e vivere esperienze incredibili. Non sono mancate le difficoltà ma ogni stagione gli ha donato qualcosa di meraviglioso.  

«La stagione che mi ha reso più ricco, sia dal punto di vista professionale che personale, è stata quella in Madagascar, al SeaClub Amarina. Una stagione che ci vedeva come staff pilota per Francorosso, infatti il nostro compito era quello di testare diversi format che poi sarebbero stati implementati nelle strutture di tutto il mondo. è stata sicuramente una grossa responsabilità che però ha dato a tutto lo staff la possibilità di crescere sotto tutti i punti di vista: creazione di spettacoli, attività innovative per gli ospiti e come sfondo uno scenario unico nel suo genere: l’Africa. Le difficoltà che ho incontrato sono le stesse che chiunque potrebbe trovare in qualunque lavoro: pressioni da parte della sede e dalle proprietà delle strutture, confronti continui con ospiti di qualsiasi target. A questi poi si uniscono i rapporti con i colleghi: vivere 24 ore su 24 a stretto contatto con perfetti sconosciuti – che poi diventeranno il più delle volte parte di te – non è affatto semplice. Da capo equipe devi riuscire a far sentire tutti importanti e parte di un progetto, di un sogno.»  

Ricordo che quando, per la prima volta, mi venne offerto un ruolo da responsabile le due sensazioni che mi invasero il corpo furono: eccitazione e paura. In quel momento la mente inizia a ripetere le stesse domande in continuazione. “Sarò all’altezza? Riuscirò a trasmettere qualcosa di positivo al mio staff? Sarò in grado di soddisfare le esigenze degli ospiti e della struttura? Sarò fiera di me stessa?”. E anche per Danilo è stato così.  

IG: @danilodorta

«Il primo giorno da capo equipe è stato emozionante. Sentivo la responsabilità sulle mie spalle, ma affrontarla con il sorriso, consapevole di essere lì per fare qualcosa che mi piaceva davvero tanto, sicuramente ha aiutato. Quello che maggiormente mi porta alla mente grandi emozioni è il ricordo della prima presentazione sul palcoscenico come responsabile equipe. In quel momento, vedere i miei ragazzi che mi applaudivano dinanzi a 1000 persone, mi fece rendere conto dell’importanza del mio ruolo.» 

Le settimane che precedono una partenza sono solitamente quelle di preparazione. E’ vero, una delle qualità dell’animatore è l’improvvisazione, però quando si ricopre un ruolo da cui dipendono anche tante altre persone bisogna essere preparati a tutto. Per questo Danilo porta sempre con sé in struttura uno schema ben preciso e delineato che poi di volta in volta modella in base alle richieste del villaggio e al suo staff.

«Il mio ruolo, soprattutto negli ultimi anni, spaziava a 360°: dall’accoglienza degli ospiti in arrivo, ai rapporti in prima persona con la direzione, la gestione del format prodotto in struttura, il miglioramento dei business in loco – escursioni, lotterie, uscite con ospiti, vendita gadget – creazione planning settimanale e mensile per lo staf e ideazione degli spettacoli. Ero il punto di riferimento per i miei ragazzi, l’equipe della struttura e tutti gli ospiti. Questo ti fa sentire un vero e proprio VIP. Sarebbe difficile quindi definire un solo momento bello all’interno della mia giornata, ma se proprio dovessi scegliere sarei combattuto tra questi 2:

  1. la riunione staff delle 18, quando ci si ritrova tutti insieme per fare il resoconto della giornata. Un mix tra stanchezza, gioia ed emozione per la serata che verrà; 
  2. il momento degli applausi post spettacolo, dove si raccolgono i frutti del lavoro di notti e notti di sudore e passione.» 
IG: @danilodorta

Tra gli svariati compiti del responsabile equipe c’è anche quello di gestire tutto lo staff associando a ogni persona il compito più adatto. 

«Questo probabilmente è una delle cose più complesse. Il più delle volte, non conoscendo i ragazzi e le ragazze del mio staff, mi sono affidato a un mix di tanta fiducia e sesto senso e devo ammettere che nella maggior parte dei casi ha funzionato. Ovviamente non sono mancati errori da cui però ho sempre cercato di trarre insegnamento. Le qualità che, secondo me, dovrebbe avere un capo equipe sono tante: leadership, carisma, ottimismo, creatività, capacità di relazionarsi con tutti, disponibilità, spirito di adattamento alle più svariate situazioni e positività sono solo alcune. Praticamente un super eroe come direbbe qualcuno.» 

Tutti si chiedono se l’animazione turistica può essere considerata un lavoro duraturo nel tempo o solo un’esperienza di passaggio. Quante volte gli ospiti domandano agli animatori: “finita questa esperienza cosa vuoi fare da grande?”

«Quando si dice “per la tutta la vita” sono sempre un po’ scettico. Sicuramente al giorno d’oggi questo ruolo è cambiato tantissimo e non c’è più un limite d’età. Questo però comporta delle rinunce importanti nella tua vita privata. Stare lontano dalla famiglia, dagli affetti e dagli amici, difficoltà a creare una situazione sentimentale stabile a meno che la tua compagna non faccia il tuo stesso lavoro; tutto dipende da cosa si vuole nella vita. E’ il lavoro più bello del mondo, ma come tutti ha i suoi lati negativi. Io, parlando della mia esperienza, penso che l’animazione abbia influito positivamente sulla persona che sono oggi perché grazie a essa ho un bagaglio culturale unico e invidiabile. Ho avuto la possibilità di confrontarmi con culture e persone fantastiche, delle quali conosciamo soltanto quello che ci raccontano, in maniera sbagliata, i media. Oggi, grazie a queste esperienze, affronto la vita e le situazioni con molta più positività e forza.»

IG: @danilodorta

Pensi sia cambiato, negli anni, il modo di fare animazione? 

«Sicuramente. Una volta fare animazione era semplicemente “fare casino” puntando alla quantità. Oggi invece vengono curati i minimi particolari e si tende a mettere le esigenze dell’ospite, anche le più strane, sempre al primo posto. Il risultato è sicuramente un’animazione che resta nel cuore e mette a disposizione dell’ospite persone qualificate e specializzate in un settore, sia artistico che sportivo, pronte a far vivere esperienze di qualità.» 

Qual è il consiglio che vorresti dare a chi aspira a diventare animatore? 

«Il consiglio è molto semplice: farlo con passione! E’ un lavoro che ti riempie di emozioni quindi avere la possibilità di farlo e non sfruttarla pensando di viverla come una semplice esperienza di passaggio è davvero un peccato. Consiglio a tutti di non limitarsi a vivere le 4 mura del villaggio turistico ma di riempire i vostri occhi e il vostro cuore della bellezza del luogo in cui vi trovate scoprendo tutte le sfumature della vita autoctona. I ricordi più belli e divertenti sono legati alle tradizioni locali del paese in cui ho lavorato. Non dimenticherò mai i festeggiamenti dei miei compleanni: dalle bottiglie di birra svuotate in testa in Madagascar, ai fiumi di Pomada a Minorca, le serate a base di mirto in Sardegna e le uova spaccate in testa alle Maldive. Facendo animazione porterete sorrisi e felicità alle persone e avrete il dono e il potere più grande del mondo.»

Seguite Danilo su instagram 

IG: @danilodorta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: